Unione Europea
Governo Italiano
Agenzia EuroMedComune di LecceI Love SUDAlleanza Nazionale
Home
Home
Blog

10/14/2009 10:26:43 AM
Una domanda a Roberto Tundo
Dopo aver letto il seguente COMUNICATO di Roberto Tundo, esprimo in fine una riflessione :

------------------------------------------------------------------
Un invito al governo Berlusconi ed al ministro Tremonti. In attesa della Banca del Sud, del Piano straordinario per il Sud, perchè non proviamo ad eliminare da subito i tanti piccoli ostacoli che rendono difficile la vita di tutti i giorni?
C'è un bel libro di Marcello Veneziani -"Sud, un viaggio civile e sentimentale"- che meglio di altri coglie la particolarità del nostro territorio e dei suoi abitanti.
Scrive Veneziani: "perfino chi non è del Sud vede nel Sud il suo luogo di riposo, di ricarica, di vacanza…più la globalizzazione coincide con la settentrionalizzazione del mondo, più il Sud diventa il luogo della vita autentica, il vivaio dell'umanità, il pozzo profondo che disseta le nostre radici". Il Sud, rispetto al Nord, è il tempo dell'estate e il luogo della festa, ma, ovviamente, anche al Sud si lavora. O meglio, si vorrebbe lavorare, anche con la stessa efficienza di quelli del Nord, se solo ce lo permettessero. Perchè è chiaro che nel Sud e, per rimanere alle cose di casa nostra, nel Salento oltre ad emigrare si lavora. E sodo, anche!
Prendiamo un imprenditore di Casarano, un gelataio di Gallipoli, un commerciante di Lecce; rispetto ai propri colleghi del Nord hanno un handicap in più: i black out elettrici qui sono molto più frequenti rispetto all'altro capo dell'Italia. Se a Mirafiori gli impianti si fermano, l'incidente diventa un caso di interesse nazionale, ma se diecimila operai del tessile e del calzaturiero salentino devono incrociare le braccia perchè va via la corrente elettrica, la notizia non supera i confini regionali.
Aspetti un pacco, una lettera? A Lecce e nella sua provincia se ti affidi alle Poste Italiane (non ad una piccola agenzia ma alle mitiche Poste) l'attesa può essere interminabile. Da oltre un anno sindaci, deputati, uomini del governo nazionale prendono atto della protesta dei cittadini, ma ancora i disservizi postali sono notevoli. Fatture che non arrivano, abbonamenti a quotidiani e riviste che si perdono per strada, documenti che si smarriscono.
E' proprio vero, c'è una Italia a due velocità, ma questa Italia penalizza il Salento. Qualche volta per colpa dei pugliesi. Vuoi innaffiare il giardino di casa? Occorre almeno il doppio del tempo che impiega un pedemontano, perchè, da noi, che pure abbiamo il più grande acquedotto d'Europa l'acqua arriva a sgoccioli. Hai bisogno di denaro? Qui le banche, anche quelle locali ti fanno pagare un tasso di interesse maggiore. Qualche altra volta la colpa è degli altri.
Vuoi prenotare un posto sul treno Lecce-Milano, aspetti qualche @mail dal tuo fornitore, vuoi fare un bonifico con il tuo conto on line? Allora ti accorgi che devi fare i conti con la connessione alla rete che a Lecce è un optional, perchè per intere giornate diventa impossibile collegarsi con internet. Magari ci fossero le gabbie tariffarie: il costo di abbonamento ad internet è unico in Italia, ma non il servizio. I collegamenti, poi, sono pensati per il Nord Italia, ma penalizzano le località da Sud a Sud. Raggiungere Taranto da Lecce o Napoli da Bari è un'impresa a causa della parsimonia delle tratte, che a volte sono una rarità. Solo da pochi anni è stata elettrizzata e raddoppiata la linea ferroviaria Bari Lecce e chi sa quando arriverà l'alta velocità.
In provincia di Lecce ci sono ancora Comuni che attendono il completamento della rete di distribuzione del gas metano.
Quando si pensa al Sud lo si vuole immaginare sonnacchioso perchè fa comodo. La verità è che qui mancano ancora quei servizi essenziali così diffusi nell'Italia settentrionale, come acqua, trasporti, comunicazioni. Si parla di un Piano straordinario per il Sud, dieci anni di interventi per migliorare la qualità del lavoro e della vita. Ma prima ancora dei grandi numeri, perchè non proviamo ad eliminare i tanti piccoli ostacoli che rendono difficile, al Sud, la vita di tutti i giorni?
FINE DEL COMUNICATO di Roberto TUNDO
---------------------------------------------------------------------
RIFLESSIONE:
"Se tutto questo (anche di più!) è nel Meridione, come può Tundo continuare ancora a supportare un Governo disattento? Lo stesso Governo c'è stato già dal 2001 al 2006 : cosa ha fatto per il Sud? Né il PDL né il PD hanno reso più facile la vita dei Meridionali. Sempre più siamo convinti di ISCRIVERCI e LAVORARE per il Meridione solo con IO SUD."

Adriana Poli Bortone

( 24 ) Commenti
 
Leggi i commenti del blog   Scrivi un nuovo commento al blog   Segnala il blog ad un tuo conoscente




8/28/2009 6:11:12 PM
Consumiamo prodotti del sud
Invito alla promozione di tutti i prodotti del meridione

Per adesso continuiamo ad invitare i meridionali al consumo di tutti i prodotti meridionali, non solo quelli agro-alimentari, ma anche la musica, la cultura, l'artigianato. Abbiamo un patrimonio del quale possiamo essere piu' che fieri. Con Zaia e gli altri parleremo solo dopo che tutti avremo ritrovato lo stesso sentimento nazionale che non puo' venire da un leghismo ferragostano

( 66 ) Commenti
 
Leggi i commenti del blog   Scrivi un nuovo commento al blog   Segnala il blog ad un tuo conoscente




5/22/2009 6:24:32 PM
ALMIRANTE NON SAREBBE STATO CONTENTO DELLO SCIOGLIMENTO DI AN
A 21 anni dalla morte, il presidente nazionale di IO SUD, sen. Adriana Poli Bortone, ha ricordato così la figura di Giorgio Almirante:

"Non credo proprio che Almirante sarebbe stato contento dello scioglimento di An. Almirante ha sempre indicato una via identitaria della destra e non il suo dissolvimento in un nuovo soggetto politico privo di cultura di destra, di cultura meridionalista e contraddittorio e ambiguo sulle tematiche del lavoro, del capitale, dei valori della vita. Chi dice cose diverse vuole semplicemente ritagliarsi uno spazio ed una visibilità attraverso la più alta figura della destra italiana le cui immagini più delle volte sono state rigorosamente allontanate persino dalle segreterie provinciali dell'ormai defunta An".

( 98 ) Commenti
 
Leggi i commenti del blog   Scrivi un nuovo commento al blog   Segnala il blog ad un tuo conoscente




3/13/2009 10:04:06 AM
IO SUD - Il movimento


Il movimento “SUD” nasce per dare maggiore spinta energetica alla crescita del territorio, come risposta alle esigenze di una sua migliore vitalità culturale, sociale ed economica.

“SUD” vuole essere il fattore di forte aggregazione per un’attività allargata a quanti, fermamente convinti, credono nelle potenzialità del nostro meridione e vogliono impegnarsi in prima persona.

Un convincimento destinato a scalzare l’immobilismo che ha consentito, fino ad oggi, di essere spettatori inerti in uno scenario in cui eravamo inconsapevoli protagonisti.

Riappropriarci del mezzogiorno per farne la nostra risorsa primaria, nazionale ed euromediterranea, è la ragione essenziale di questa sperimentazione movimentista.

Generare un vero e proprio “Rinascimento” meridionale è l’obiettivo principale del movimento che, pur fedele agli antichi valori, si propone di riorganizzare sul territorio metodi e strategie, per determinare - in piena autonomia - il meritato protagonismo del suo stesso sviluppo.

“SUD” chiama il sud. Rispondere significa già vincere.

 


( 697 ) Commenti
 
Leggi i commenti del blog   Scrivi un nuovo commento al blog   Segnala il blog ad un tuo conoscente




12/7/2008 6:08:59 PM
Auguri


Carissimi
È l’ultima volta che useremo carta intestata per scambiarci gli auguri fra “noi di AN”.
Non nascondo che nel cuore aleggia una vena di tristezza, anche se sappiamo di voler contribuire
alla istituzionalizzazione di un soggetto politico per la cui vittoria abbiamo contribuito
notevolmente nella recente campagna elettorale politica.
Auguri, dunque, auguri a tutti noi perché nelle nuove forme di rappresentanza la Puglia possa avere
un suo protagonismo. Auguri perché possiamo essere noi a rendercene interpreti. Auguri perché
nessuno di noi dimentichi i valori che ci hanno ispirato nel nostro lungo percorso politico.
Auguri perché nelle azioni del governo possa trovare davvero spazio quella rinascita meridionale
che meritiamo a pieno titolo.
Sarà il nostro orgoglio di meridionali a far prevalere le ragioni dell’interesse politico verso il
territorio.
Auguri, dunque, a tutti voi, alle vostre famiglie, alla nostra comunità umana che sarà tanto più forte
quanto più saprà essere orgogliosa della sua storia e della sua appartenenza non solo a un partito ma
a un territorio ricco di storia e di cultura millenaria e per ciò stesso desideroso di essere riconosciuto
nelle sue immense inespresse potenzialità.

( 90 ) Commenti
 
Leggi i commenti del blog   Scrivi un nuovo commento al blog   Segnala il blog ad un tuo conoscente




9/23/2008 3:45:48 PM
ALITALIA : "LA CGIL ARRETRATA CULTURALMENTE"


"Al di là del fatto specifico la vicenda Alitalia è servita a dare una rappresentazione esatta della situazione di arretratezza culturale del sindacato (o almeno di un sindacato) ad oggi. La spaccatura fra Cgil da un lato e Cisl, Ugl e Uil dall'altro attesta questo convincimento, stabilendo una ideale linea di confine fra (appunto) l'arretratezza del primo e l'evoluzione degli altri".
"Più volte abbiamo affrontato il problema come ipotesi di studio e oggi la realtà dei fatti ci dà ragione. E non possiamo che registrare con soddisfazione che 3 grossi sindacati su 4 abbiano compreso la necessità e l'urgenza di abbandonare anacronistiche posizioni ideologiche per affrontare con serietà e responsabilità il tema spinoso del lavoro nella sua attualità. Una attualità che non consente più (e per fortuna!) la conservazione di privilegi, ma che è legata al concetto di produttività reale individuando nel lavoro una conquista quotidiana basata sulla voglia di fare, sulla motivazione di produrre insieme, non contro, con il datore di lavoro, sulla necessità di mostrare quotidianamente a sé stessi e agli altri che il merito viene premiato in termini qualitativi e quantitativi.
La proposta di Cai di legare il 40% del salario alla produttività prevedendo contestualmente la compartecipazione agli utili dell'azienda nella misura del 7% ai dipendenti, rappresenta una vera e propria rivoluzione culturale in tema di lavoro. Rompe gli antichi schemi di affinità ideologiche tra Partito e Sindacato, pone la parola fine alla conflittualità permanente così cara (ma quanto arcaica!) alla Sinistra, rende i lavoratori parte attiva di un processo produttivo legato ad un profitto condiviso. Vi par poco? Una rivoluzione vera (!) alla quale Epifani e compagni evidentemente non sono pronti.
Ma è fonte di speranza registrare che almeno gli altri abbiano compreso che il sindacato non può che essere un soggetto dinamico, forse ancor più dei soggetti politici. E' il grande tema del futuro. E la vicenda Alitalia contribuisce più di ogni eventuale intervento normativo alla modernizzazione del sindacato, che non poteva che andar di pari passo con la modernizzazione dello Stato".

( 36 ) Commenti
 
Leggi i commenti del blog   Scrivi un nuovo commento al blog   Segnala il blog ad un tuo conoscente




4/11/2008 7:14:56 PM
Perche' la Puglia deve diventare Regione a STATUTO SPECIALE


Cos'è una Regione a statuto speciale? Una Regione alla quale, considerate alcune caratteristiche economiche, storiche e geografiche, vengono riconosciute forme e condizioni particolari di autonomia amministrativa e finanziaria. Le Regioni a statuto speciale hanno infatti una potestà legislativa esclusiva in alcune materie elencate nei rispettivi statuti speciali, quali, ad esempio, l'agricoltura, il commercio, l'industria, il turismo, i lavori pubblici, l'organizzazione degli enti pubblici, i trasporti, le istituzioni culturali, ricreative e sportive, oltre che musei e biblioteche di interesse locale e regionale. Godono inoltre di una potestà legislativa interpretativa e attuativa che permette di creare norme su determinate materie, che possano adeguare la legislazione statale alle esigenze regionali. Queste caratteristiche fanno in modo che le Regioni a statuto speciale possano avere una fiscalità a volte inferiore anche del 50% rispetto a quelle ordinarie in quanto non partecipano al pagamento degli interessi sul debito pubblico, ma solo al pagamento degli interessi sul debito contratto per finalità istituzionali dell'Ente stesso. Se si tiene conto, ad esempio, delle spese sanitarie, queste assorbono le risorse regionali da un minimo del 16,3% in Valle d'Aosta (Regione a statuto speciale) ad un massimo del 73,6% in Lombardia (Regione a statuto ordinario). Nelle Regioni a statuto speciale inoltre, in aggiunta all'Irap e l'Irpef, che sono imposte istituite anche per le Regioni ordinarie, restano, o meglio ritornano sul territorio tra il 60% (Friuli Venezia Giulia) ed il 100% (Sicilia) delle entrate fiscali. Se ben sfruttati ed investiti tali introiti, che variano per ogni Regione a statuto speciale, garantiscono lo sviluppo della regione in base alle reali esigenze del territorio. La possibilità di poter usufruire di gran parte delle entrate fiscali fa sì dunque che non sia necessario dover aspettare che il Governo centrale risponda ai bisogni primari della Regione. E' infatti la Regione stessa a poter legiferare secondo i propri interessi. E gli effetti sono evidenti, alcuni esempi: nelle Regioni a statuto speciale gli stipendi degli insegnanti sono uguali a quelli degli altri dipendenti pubblici e sono superiori rispetto al resto d'Italia, in Val d'Aosta i libri scolastici sono gratis ed i prezzi del carburante sono molto più bassi, in Friuli oltre al prezzo del carburante agevolato, ci sono agevolazioni per il mutuo e sono state abolite le liste d'attesa. Ed ancora, in Trentino Altro Adige è possibile non far pagare il ticket su diagnosi come la mammografia. I vantaggi delle Regioni a statuto speciale sono dunque molti ed innegabili e la lista potrebbe continuare.
Ora, in Italia le regioni a statuto speciale sono il Friuli-Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige e la Valle d'Aosta, ovvero tutte le regioni di confine: nord-ovest, ovest, nord-est e sud-ovest. Per uno strano scherzo della storia resta scoperto il sud-est, ovvero la Puglia, alla quale inspiegabilmente non è mai stata riconosciuta la sua particolare condizione di confine. E' dunque giunto il momento che anche la Puglia diventi Regione a statuto speciale, ma non per campanilismo, particolarismo o voglia di secessione. Nulla di tutto questo. Si tratta al contrario di riconoscere una condizione di fatto difficilmente discutibile. Che per la Puglia sia importante e necessario il riconoscimento di Regione a statuto speciale è evidente anche da alcuni dati economici e politici:
1. Dalla riforma del Titolo V del 2001 si è dato vita ad una legislazione concorrenziale che in realtà ha creato una serie di conflitti tra le Regioni e lo Stato. Sono materia di legislazione concorrente, tra gli altri, temi come le grandi reti di trasporto, porti ed aereoporti, la valorizzazione dei beni culturali e ambientali e la promozione di attività culturali. Considerato che la Puglia vive in gran parte di turismo e delle proprie bellezze ambientali, è evidente come sia necessario per la nostra regione poter legiferare ed investire autonomamente e responsabilmente in queste materie. Ma questo può avvenire solo se alla Puglia, in virtù della sua storia e della sua posizione geografica di confine, viene riconosciuta la condizione di Regione a statuto speciale.
2. Il presidente francese Sarkozy ha recentemente promosso insieme a Spagna e Italia l'Unione del Mediterraneo al fine di valorizzare le potenzialità relazionali dei paesi del bacino. La Puglia in questo nuovo scenario può sfruttare la sua particolare posizione geografica promuovendo una reale ed autonoma cooperazione internazionale, emancipandosi dall'assistenzialismo statale che per decenni non ha prodotto alcun progresso significativo e riconoscendo l'area del Mediterraneo come importante bacino di relazioni culturali ed economiche. In questa prospettiva è fondamentale che la Regione Puglia goda di quell'autonomia che già hanno la Sardegna e la Sicilia.
3. Le recenti vicende della Campania mi convincono sempre di più della non esistenza di un unico Mezzogiorno. Un Sud descritto troppo semplicisticamente come un monolite senza sfumature tra le varie regioni. Un Sud che, in virtù della sua presunta omogeneità, avrebbe bisogno di una sorta di scienza apposita per poterlo guarire dai suoi mali. Tutto ciò è drammaticamente falso. Il Meridione è una regione molto più varia di quanto la si descriva e con diversissime specificità culturali. E' bene dunque a questo punto individuare nel Meridione i territori che sono in grado di procedere con le proprie forze e risorse secondo forme e condizioni di autonomia previste proprio dall'articolo 116 della nostra Costituzione. In questa fase storica la Puglia è sicuramente pronta a sperimentare forme di federalismo che la portino a richiederne lo statuto speciale.
Chiedendo per la Puglia la condizione di Regione a statuto speciale non voglio dunque rivendicare, lo ripeto, principi di particolarismo in un mondo che tende ad unificarsi ed a diventare sempre più globale. Non si tratta di disconoscere istituzioni sovranazionali delle quali l'Italia fa orgogliosamente parte. Si tratta al contrario di un'esigenza primaria per meglio integrarsi nella società globale. Dobbiamo avere la forza ed il coraggio di porre in essere una rivoluzione culturale oltre che economica, che ci permetta di abbandonare il pietismo e che faccia riemergere l'orgoglio di essere autonomi, considerato che le risorse non mancano e che dopo l'ultima programmazione comunitaria 2007-2013 dovremo essere in grado di realizzare e costruire in modo responsabile lo sviluppo del territorio. Vorrei dunque una Regione che affronti con fermezza il tema dei regimi di aiuto europeo per le imprese, accompagnata da una fiscalità di vantaggio, in accordo con un sistema organico ed unitario di politiche di sviluppo locale, di innovazione tecnologica e di internazionalizzazione. La Regione per la quale intendo lavorare è una regione che sappia scegliere e decidere anche quando il Governo centrale non sceglie, non decide, non indirizza. Proprio in virtù dell'autonomia finanziaria e delle enormi agevolazioni economiche sopra descritte, se la Puglia diventerà, come spero, Regione a statuto speciale il suo sviluppo potrà essere durevole, razionale, consapevole, solido e non affidato alla sola classe politica. Dovranno essere coinvolte anche le forze del territorio: imprenditori, giovani, artigiani, agricoltori, insegnanti, professori, liberi professionisti. E' importante e decisivo che ci sia la voglia da parte dei cittadini pugliesi di essere protagonisti del cambiamento, di collaborare alla crescita della nostra regione, di lavorare e di usufruire legittimamente dei vantaggi della condizione di Regione a statuto speciale e di smontare i luoghi comuni di un Sud accattone, sporco, corrotto, dominato dalla delinquenza e cronicamente arretrato. Non propongo di allontanarci dall'Italia, ma al contrario di sfruttare le occasioni che l'attuale Costituzione offre alle Regioni con le caratteristiche della Puglia. Propongo un federalismo che non sia un forma istituzionale negativa per il Meridione e per la Puglia, ma che sia opportunità di sviluppo economico e di crescita culturale.

( 258 ) Commenti
 
Leggi i commenti del blog   Scrivi un nuovo commento al blog   Segnala il blog ad un tuo conoscente




4/9/2008 6:15:11 PM
Expo 2015
Le mie congratulazioni al Sindaco Letizia Moratti

On. Letizia Moratti
Sindaco di Milano
desidero anch'io complimentarmi con Lei per lo strepitoso successo conseguito con Expo 2015 nei giorni scorsi.
Un successo attribuibile innanzitutto alla Sua indubbia capacità di sapersi relazionare con tutti i Paesi interessati, con tatto e diplomazia, oltre che con una proposta credibile ed un bagaglio di orgoglio italiano che fa onore a Lei ed al nostro Paese.
Un risultato del genere appartiene a Milano, ma appartiene anche all'Italia intera, e, dunque anche a noi meridionali ed a quanti, come noi, credono che lo sviluppo di un territorio non debba mai più essere affidato ad interventi assistenziali che, proprio per essere tali, non generano competitività, non sollecitano risultati di eccellenza, non producono risultati socio-economici stabili. Quella di Expo 2015 è e sarà per i prossimi anni una occasione per l'intero territorio nazionale, una occasione per far conoscere ai tanti, tantissimi che parteciperanno da ogni parte del mondo, anche il Sud d'Italia.
Una occasione di turismo che va colta e condivisa dall' intero territorio nazionale.
Quindi anche dal Mezzogiorno. Se lei è d'accordo Le propongo una ipotesi di lavoro: la istituzione di un gruppo di promozione turistica che coinvolga il mio Sud nella individuazione di itinerari interessanti che offrano ai frequentatori di Expo la possibilità di conoscere l' Italia non solo attraverso le consuete tappe nelle città d' arte, perché l'Italia, non si ferma a Napoli, ma ha tante belle città, tanto spazio rurale, tante belle zone costiere da offrire alla fruizione di chi viene nel nostro Paese. E il Mezzogiorno può ben fare la sua parte. Tutto ciò potrebbe rappresentare, oltretutto, uno stimolo per lavorare sulla qualità di servizi nel turismo, tema assai caro a molti di noi amministratori del Sud Italia.
Una intesa concreta, insomma, fra Nord e Sud su una riposta concreta, che allontanerebbe, di fatto, ogni tendenziosa, quanto malevola, lettura politica sulla compromissione della unità della Nazione e darebbe anche una spinta a quella sana competitività fra territori nel tendere sempre più alla qualità ed all' eccellenza.
Ancora congratulazioni, dunque, per la Sua e nostra vittoria e l'auspicio che l'ipotesi progettuale possa trovarLa disponibile, considerato anche che il Suo vice è pugliese come me.

( 33 ) Commenti
 
Leggi i commenti del blog   Scrivi un nuovo commento al blog   Segnala il blog ad un tuo conoscente




3/18/2008 11:07:47 AM
SINDACATO VECCHIO, SERVE UN PATTO DIRETTO IMPRENDITORI-LAVORATORI
La proposta di Adriana Poli Bortone per ovviare alla inadeguatezza dei sindacati

Come attualmente sono strutturate, i sindacati sono istituzioni "vecchie", inadeguate a rappresentare le esigenze reali dei lavoratori, che non vogliono più essere "assistiti", ma desiderano essere una componente più attiva del lavoro. Sarebbe rivoluzionario un patto diretto lavoratori-imprenditori, un patto senza intermediari che conferirebbe protagonismo al lavoro inteso nelle sole due componenti: datore di lavoro e lavoratore. Se da un lato l'imprenditore si assume il rischio d'impresa, dall'altro il lavoratore è da considerarsi azionista nell'impresa e come tale partecipa alla ripartizione pro quota degli utili aziendali. Sulla base di questo meccanismo, semplice, moderno e partecipativo, si può parlare anche di una riforma dei contratti che leghi gli aumenti reali dei salari alla maggiore produttività e alla defiscalizzazione degli aumenti.
Una vera rivoluzione della cultura del lavoro che indurrebbe anche i sindacati a fare dei passi innovativi in termini di nuova rappresentatività. In Italia, infatti, il sindacato ha mantenuto lo schema proprio del sistema culturale della Prima Repubblica. Uno schema che non può reggere più in considerazione dei passi notevoli fatti dalla politica per offrire un quadro più semplificato, uno schema infranto nei fatti da una esigenza di base proveniente dai lavoratori. Che intendono essere rappresentati come categoria, non in virtù dell'appartenenza politica. La rappresentanza categoriale ha il vantaggio evidente di non dover rispondere ai Governi amici in termini di dovuta acquiescenza, ma di poter essere realmente libera nel rappresentare i bisogni della categoria in un leale, costante, aperto confronto con il Governo di qualunque colore esso sia!
E se così è, sarebbe ora che accanto ai sempre ricordati sprechi della politica ed ai più recentemente evocati sprechi della giustizia, ci si adoperasse anche a metter mano agli sprechi del sindacato che con i primi fanno veramente una bella forza! Quanto costano alla collettività i distacchi sindacali in termini finanziari ed in termini di mancata produttività? Quanto costa una regolarmente pletorica rappresentanza sindacale che abbandona il luogo di lavoro per estenuanti trattative su una qualsiasi piccola questione che ben potrebbe essere risolta da una delegazione ristretta ai "distaccati" di professione? E' ora che qualcuno queste cose le dica con coraggio per il bene del mondo del lavoro al quale nessuno di noi vuol sottrarre garanzie, ma se anche il sindacato facesse responsabilmente la sua parte nel ridurre gli evidenti sprechi, quelle risorse potrebbero essere riallocate nel mondo del lavoro a tutto vantaggio degli aumenti salariali e (perché no?) anche della conquista di nuovi posti di lavoro.

( 64 ) Commenti
 
Leggi i commenti del blog   Scrivi un nuovo commento al blog   Segnala il blog ad un tuo conoscente



 1   2   3  

Home | Contatti
| adriana poli bortone | movimento iosud | lecce | parlameto europeo |
| popolo della libertà | elezioni 2008 | votazioni | liste | io sud